La ragazza falena (Tratto da “Oltre i confini – Il tocco degli Spiriti Antichi”)

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In quel luogo oltre i confini, le colline si susseguivano fino a farsi rocciose e a tuffarsi in mare; c’erano laghi e corsi d’acqua ovunque. Le rocce che toccavano l’acqua erano nere come ardesia, ma avevano un aspetto molto più duro e cristallino: scintillavano sotto la luce, come se fossero sempre coperte d’acqua.

C’erano molti esseri con sembianze animali ma, escludendo le due ragazze che ancora dormivano l’una al fianco dell’altra, nessun altro aveva sembianze umane. Nonostante fosse già passata almeno una notte intera da quando Lucilla era arrivata, il cielo era sempre coperto di nuvole bianche e fini che si rincorrevano velocemente, illuminate da una tenue luce crepuscolare: era come se il tempo non scorresse.

– Fantasy, che cosa fai qui, quando io non ci sono? – chiese Lucilla, dopo essersi risvegliata.

– Osservo. Imparo molte cose. –

Lo disse come fosse ovvio, scontato.

Lucilla rimase spiazzata per qualche secondo, poi fu colta da un ricordo:

– Puoi portarmi ancora nel tuo giardino? –

– Trovalo! – disse Fantasy sorridendo. Poi iniziò a correre velocemente per la radura, seguita a ruota da Lucilla.

Scendendo lungo il leggero pendio che portava a valle, le due ragazze si trovarono davanti a un grosso lago scuro, su cui galleggiavano pigramente cigni e germani. Lucilla si fermò a respirare il profumo dell’acqua salmastra, seguendo con gli occhi il punto in cui il lago si stringeva in un canale solcato da rocce nere. Il corso d’acqua scompariva all’orizzonte, verso il mare.

Fantasy si avvicinò alla riva, mentre un maestoso cigno reale nuotava nella sua direzione. La ragazza s’inginocchiò davanti a lui sorridendo, e gli poggiò una mano sulla testa.

Lucilla spalancò gli occhi stupita, ricordando che i cigni avevano fama di essere aggressivi. Quell’animale però, appariva molto tranquillo sotto il tocco di Fantasy; aveva persino inclinato leggermente il lungo collo, come a voler trasmettere accondiscendenza.

Nel giro di pochi attimi, il contatto tra la ragazza e il cigno si trasformò in qualcosa di più: l’animale spalancò le ali e scattò in avanti, sbalzando Fantasy a terra e ritrovandosi appollaiato sul suo ventre.

Fantasy restò visibilmente serena e mantenne il sorriso sulle labbra, mentre il suo corpo supino si ricopriva di strati di piume sempre più rigide e grandi; poi ebbe un fremito, quando qualcosa sollevò la sua schiena da terra.

Ora Fantasy aveva ali di cigno e un fitto piumaggio candido che la ricopriva dalla base del collo alle caviglie. Lei e quella Bestia erano ibridati, indistinguibili l’uno dall’altra.

Si alzò soddisfatta e spiccò il volo, voltandosi a guardare Lucilla, che era rimasta a terra sbigottita. Con un rapido volteggio tornò a terra dalla sua amante:

– Lucilla, hai ancora paura degli insetti, vero? – chiese, guardandola di traverso.

– Sì – rispose Lucilla con un filo di voce, senza saper bene cosa pensare.

-Seguimi. – concluse Fantasy, prendendo la sua amante per mano.

Le due ragazze aggirarono il lago e attraversarono il canale passando da una roccia all’altra. Più di una volta Lucilla ebbe l’impressione di scivolare sulle alghe umide, ma era come se qualcosa la sostenesse ogni volta che rischiava d’inciampare. Arrivarono davanti a una scoscesa sassaia di ciottoli bianchi e rotondi, gli stessi che ricoprivano la spiaggia su cui, circa dieci anni prima, Lucilla aveva baciato Fantasy per la prima volta.

Lucilla fantasticò per un attimo all’idea di recarsi proprio in quel posto che tanto le piaceva, mentre seguiva i passi di Fantasy su quel territorio impervio. Tirò un sospiro di sollievo, quando i suoi piedi smisero finalmente d’incespicare tra i sassolini in discesa, ma subito si accorse che Fantasy aveva già iniziato a inerpicarsi su una montagnola su cui si alternavano erba e roccia nuda.

Si sentiva stanca, ma continuò a seguire la sua amante nonostante l’affanno e il dolore alle caviglie.

Dopo molto camminare su un terreno che diventava poco a poco più ripido, Lucilla si stupì, nell’accorgersi che sentiva le sue gambe sempre più forti e leggere, anziché più stanche. Era come se, a un certo punto, quello fosse divenuto il suo ambiente naturale, tanto che completò quella mezza scalata con due grossi balzi.

Poi le mancò il fiato, ma non per la fatica.

Si accorse che, oltre quella salita interminabile, ci si trovava sulla cima di un fiordo a picco sul mare.

Guardando le onde infrangersi così lontane, capì per la prima volta il senso sella parola sublime. Si sentiva la testa vuota, e aveva un inspiegabile desiderio di gettarsi da quell’altezza vertiginosa.

– Fantasy, non so descrivere la bellezza di questo posto… – disse poi, ancora in preda all’emozione.

Fantasy le poggiò le mani sulle spalle cercando il suo sguardo:

– Ora, cercherò di spaventarti il meno possibile. Ma tu devi resistere; pensa ad altro, se vuoi. Non devi fuggire, hai capito? –

– Va bene – accettò Lucilla, sentendo che poteva fidarsi.

Fantasy alzò un braccio e attese; nel giro di pochi istanti, una piccola farfalla con le ali azzurre si posizionò sulla punta delle sue dita. Tra tutti gli esapodi alati, probabilmente era quello meno spaventoso agli occhi di Lucilla.

La piccola bestiola spiccò il volo e andò a sistemarsi sul petto di Lucilla, iniziando a sbattere le ali in modo ritmico; Lucilla era turbata all’idea di avere un insetto addosso, così decise di non vederla più, di non guardare e di svuotare la mente.

Ebbe l’impressione di vagare tra le stelle per alcuni lunghi minuti.

Quando si decise ad aprire gli occhi, la piccola farfalla non c’era più. Davanti al lei, era comparsa una gigantesca falena marrone.

– Io… la conosco… – disse Lucilla, con la voce che le tremava per la paura.

– Lo so. – rispose Fantasy. – È tua. – aggiunse.

Lucilla non capì.

Fantasy prese la mano irrigidita della sua amante e la portò sulla testa del colossale insetto.

Lucilla si sentì svenire e chiuse un’altra volta gli occhi: si fidava ciecamente di Fantasy, quindi doveva resistere, non voleva scappare.

Cercò di svuotare ancora la mente, ma la sensazione del contatto fisico con la falena glielo impedì: sentiva, sotto il palmo della sua mano, l’attaccatura delle due antenne a frange; stava toccando qualcosa di freddo e peloso, ed era davvero molto strano. A un certo punto, una sensazione ancora più particolare catturò la sua attenzione: si sentì bruciare in mezzo al petto, mentre il resto del suo corpo veniva accarezzato da piccoli brividi freddi; aprì gli occhi e si accorse di avere la pelle d’oca.

Poco a poco, vide che i suoi pori in rilievo stavano lasciando fuoriuscire delle finissime scagliette trasparenti. In breve tempo, il suo corpo si ricoprì di piccole squame marroni, che le disegnavano addosso alcuni cerchi scuri, simili ai finti occhi che la falena aveva sulle ali.

Il calore che le pulsava nel petto iniziò a dissiparsi nel resto del corpo, lasciando che la ragazza si rilassasse in una sorta di estasi. Non riusciva a pensare, era sconvolta; Fantasy sembrava intenzionata a perseverare nel suo stato di silenzio, come se la situazione non necessitasse di alcun chiarimento.

All’improvviso, Lucilla sentì come un colpo al cuore: la falena le era volata sopra il petto, ma lei aveva sentito qualcosa trafiggerla da parte a parte. Avrebbe giurato che quell’animale si stesse inglobando nel suo ventre e, in effetti, quel che stava accadendo era molto simile.

La pressione tra le due si fece sempre più alta, mentre Lucilla avvertiva i suoi respiri diventare più corti. Ora sentiva zone calde appena sotto le braccia, dietro la schiena e sulla testa: ebbe la strana sensazione di un’esplosione multipla sul suo corpo, quando le spuntarono un secondo paio di braccia, le antenne e le ali.

Si mosse convulsamente in preda al panico per qualche secondo, poi, d’un tratto, si accorse di sentirsi estremamente bene.

Sentì l’istinto di buttarsi giù da quel fiordo, ma volle a tutti i costi frenarsi: aveva paura.

Concentrandosi sul punto in cui dalla sua schiena fuoriuscivano le imponenti ali della falena, Lucilla iniziò a sbatterle, accorgendosi che le veniva estremamente naturale.

Quando staccò i piedi da terra, sentì un vuoto allo stomaco, poi il desiderio di muovere le sue nuove ali sempre con più forza per volare verso le nuvole. Aveva le vertigini e le piaceva, si sentiva libera, serena, in pace. Provò a guardare verso il basso ed ebbe una nuova fortissima vertigine, che la spinse a sbattere le grosse ali scure ancora più forte. Poi iniziò a prenderci confidenza e prese a volare velocemente in linea retta, tenendo lo sguardo puntato su quel particolare paesaggio: le colline si susseguivano verdi e armoniose, tra fiumi, stagni e pozzi. L’acqua cristallina era quasi ovunque, così come le distese rocciose, ora completamente nere, ora completamente bianche. Cercò con lo sguardo la casetta di pietra che ricordava di aver visto da bambina, ma non riuscì a trovarla.

Dopo molti volteggi, quando ormai l’euforia della situazione l’aveva stancata a morte, scese in picchiata velocemente e atterrò soddisfatta davanti a Fantasy.

Fantasy la prese per mano e le sorrise compiaciuta.

– Ora segui l’istinto! – disse, prima di gettarsi dal fiordo trascinando con sé la sua amante.

Lucilla si sentì precipitare come un peso morto. Aveva il cuore in gola e la bocca spalancata quando, finalmente, ricordò di essere una falena.

In quel momento, l’ibrido divenne insetto: Lucilla era ormai puro istinto, mentre volava poco al di sopra del pelo dell’acqua.

Solo quando la falena si fermò su di uno scoglio, Lucilla riprese in parte sembianze umane: non ricordava quasi nulla di quel che aveva fatto quand’era mutata in Bestia, ma ora si trovava esattamente dove sperava: sulla spiaggia del suo primo bacio.

Dietro di lei, c’erano un cigno e la sua bella Fantasy, nuovamente vestita del suo abito di piume.

– Ora basterà che ti rilassi e, senza che tu te ne accorga, il suo corpo tornerà a essere separato dal tuo. – disse Fantasy con tono calmo, smorzando leggermente l’entusiasmo della sua amante.

In verità, pur cercando di non darlo a vedere, era molto preoccupata per Lucilla: lei non aveva ancora imparato alcuna tecnica per viaggiare oltre i confini, ma era stata nuovamente chiamata da lui. Fantasy sperò ardentemente che tutto andasse per il meglio e, perché questo accadesse, era importante che Lucilla imparasse quanto più poteva dalle Bestie: non doveva deluderlo, non un’altra volta.

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Il tocco degli Spiriti Antichi (Trilogia “oltre i confini” – vol 1)

Il battito della Bestia (Trilogia “oltre i confini” – vol 2)

Il canto delle Forze Ancestrali (Trilogia “oltre i confini” – vol 3)

Introduzione e approfondimento al mondo oltre i confini

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