Esoterismo e Fantasia…

Riguardo la componente esoterica della saga…

Tutta la saga “Oltre i confini” si basa sul presupposto che la realtà materiale, quella dove viviamo la nostra vita di tutti i giorni, non sia l’unica realtà esistente. Esiste infatti un’altra realtà, quella immateriale, dove dimorano gli spiriti. Non a tutti, però, è concesso interagire con essa.
Il narrato si ispira alla stregoneria tradizionale nordeuropea e ai vecchi culti italiani, nonché all’usanza “Peste di Granfie”, che seguo da qualche anno. Va comunque precisato che i miei romanzi non nascono con l’intenzione di raccontare di questa o quella sfera esoterica, né con la pretesa di esprimere il punto di vista di questo o quell’altro gruppo di persone: ho iniziato a lavorare a “oltre i confini” con la voglia di raccontare quello che è stato il mio personale percorso e di condividere le forti emozioni che da esso derivano.

“Siamo davvero in grado di comprendere quel limite sottile che separa la percezione dal disturbo mentale?”

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Apro (e richiudo) la trilogia ponendo questa domanda in quanto è mia personale opinione che il limite sia davvero molto sottile. Infatti mi è capitato di chiedermelo più volte: colui che dedica l’intera sua esistenza a questa o quella missione, è un pazzo o un santo? Colui che ha ricordi di una vita precedente ha una percezione distorta della realtà? Egli ha più o meno coscienza di chi, con il riaffiorare di analoghe memorie, afferma di trovarsi semplicemente in una condizione psicologica particolare? E che dire, invece, di chi ignora un simile sintomo per non doversi porre il problema?
Facendomi spesso domande su questi temi ho tratto le mie conclusioni. Ho poi deciso di chiamare con il nome di “Viator” tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono arrivati a pensarla come me.
Il Viator è colui che riesce a vedere oltre il velo sottile che separa la realtà materiale e quella immateriale; esso nasce con un dono, il destino condurrà i suoi passi alla realtà altra, ma dipenderà dal suo impegno riuscire a comprenderla e a sfruttarne la natura per trarne beneficio, piuttosto che soccombere e lasciare che il suo dono divenga maledizione.
Non amando i confini troppo netti, ho poi inserito nella mia saga anche i “passanti”, o “sognatori” del mondo oltre i confini: sono coloro che riescono a vederlo, lo percepiscono, lo immagino, ma senza comprenderne appieno la natura.

“Siamo circondati dal paranormale, non sempre chi vede più degli altri è necessariamente un pazzo.”

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Ci sono poi i “Viator Lucis”, che hanno una doppia valenza. Essi rappresentano ciò che l’usanza “Peste di Granfie” definisce “idoli”, ma sono stati descritti sulla base di quello che in alcune forme di stregoneria europea viene chiamato “amante incantato” o con altre espressioni simili (si possono prendere ad esempio gli scritti di Robin Artisson).
Il Viator Lucis è dunque lo spirito di un Viator, colui che ha terminato la sua esistenza sul piano materiale e che ora dimora nella realtà altra. È legato in modo inscindibile a un Viator, e si tratta di un legame che esprime l’amore nella sua forma più pura. Per questo, se il Viator riesce a trovare l’altra parte di sé, il suo sentiero verrà illuminato di nuova luce.
I Viator sono legati anche a più spiriti dalle sembianze di bestia, ma ce n’è uno in particolare che è parte del Viator stesso: secondo la mia comprensione di Peste di Granfie si tratta dell’impronta (pesta) nel mondo altro, ed è così che ho tentato di descriverlo.
Infine, i Viator sono legati a una Forza Ancestrale, un concetto così grande che non può essere descritto. Spero si riesca a coglierne almeno una parte tramite le parole e i sentiti gesti di devozione dei protagonisti della mia saga.
Fin qui, l’esistenza di un Viator può sembrare fin troppo facile. Per questo, fin dal primo volume, accenno a come ognuno sia soggetto a Moira ed Entropia, che rappresentano, in parole povere, il destino e la casualità.
Il Viator ha tutti gli strumenti necessari per far fluire a proprio favore le casualità della vita ma, perché lo faccia nel modo giusto, è necessario che comprenda il proprio destino.
Vanno infine menzionati gli Spiriti Antichi.
Ho deciso di rappresentarli come esseri dall’aspetto antropomorfo che dimorano il mondo altro, ma essi coincidono piuttosto con le difficoltà intrinseche del cammino di un Viator: essere Viator significa essere diversi, essere diversi significa essere soli. L’esistenza di un Viator è dunque piena di ostacoli: alcuni di questi possono semplicemente portare sulla strada sbagliata, ma altri portano su una strada senza ritorno.

Riguardo la scelta di genere…

So che un libro fantasy vien preso meno sul serio di un manualone d’esoterismo ma, d’altra parte, ciò che io voglio trasmettere è l’emozione legata a ciò che ho vissuto. Non sono al punto di voler insegnare la mia dottrina e, diciamocelo, se arriverò a tanto probabilmente vorrà dire che ho superato il famoso limite sottile.

Nessuno può conoscere quello che è stato, quello che è, quello che sarà. Guardati sempre, da chi pretende d’insegnartelo.”

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Il tocco degli Spiriti Antichi (Trilogia “oltre i confini” – vol 1)

Il battito della Bestia (Trilogia “oltre i confini” – vol 2)

Il canto delle Forze Ancestrali (Trilogia “oltre i confini” – vol 3)

Introduzione e approfondimento al mondo oltre i confini

22 Fiori gialli

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