Pornografia e Airone (pensiero un po’ casuale)

Mentre davo un’occhiata al nuovo Airone, mi è caduto l’occhio su una ragazza carina, completamente nuda, con le gambe aperte ed un sorriso radioso.

Un giornalino pornografico caduto erroneamente tra le riviste scientifiche? No, una decina di giornalini “erroneamente” finiti li, a fare una concorrenza spietata al povero Airone.

Tutto ciò mi ha ricordato che la mia prima immagine pornografica l’ho vista proprio così: per errore.

Avevo sei anni e mio nonno stava acquistando qualcosa in edicola. Io sono stata irrimediabilmente attratta dallo scaffale dei fumetti, e, tra un Topolino e l’altro, ecco che poco sopra la mia testa, ho notato qualcosa di strano. Il “postalmarket come quello della mamma”, ho pensato,  prendendo in mano la rivista. Qualcosa non andava, perché la modella aveva la gonna sollevata, con le dita si teneva sollevate le grandi labbra e sorrideva.

Ho un ricordo così nitido dell’accaduto che ancora mi stupisce l’ingenuità che si può avere a quell’età…

Infatti non ero scandalizzata o altro, stavo per mettermi a ridere e consegnare quel “postalmarket” al nonno, dicendogli qualcosa tipo “guarda che scherzo che hanno fatto a questa povera modella”!

Ma mentre mi avviavo verso di lui, ho sfogliato la rivista e… Incredibile, tutte le modelle e i modelli erano nudi!!

Niente mi scuoteva, fino a quando sono giunta ad un immagine diversa, che non poteva essere uno scherzo: si trattava di una ragazza che succhiava il cazzo ad un uomo.

Così… Beh, ho ributtato il giornaletto da qualche parte e per almeno una giornata intera ho avuto l’impressione che qualcosa mi sfuggisse. Insomma, non capivo il senso di ciò che avevo visto, non lo capivo proprio.

La curiosità era così forte che non ho potuto fare a meno di raccontare  a tutti i miei compagni di classe quello che aveva visto: nessuno aveva spiegazioni, e l’interesse di tutti calò nel giro di uno o due intervalli.

La questione però non era destinata a finire li. Un bambino particolarmente intraprendente ebbe il coraggio di chiedere informazioni a sua madre, la quale, il giorno dopo mi portò a vedere un catalogo di biancheria intima per chiedermi se avevo visto qualcosa di simile.

E quando spiegai bene l’accaduto alla madre… Beh, fu solo allora che capii che non avrei dovuto vedere ciò che avevo visto.

Eppure, sembra che tutto il parlare fatto all’epoca dal gruppo di mamme sconvolte, non abbia fatto in modo che io oggi non abbia potuto vedere un bel porno sotto Airone.

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