Breve racconto erotico. Attenzione: contiene sconcerie ;)

disegno 11-Ciao, come va? Ti avverto che devo dirti una cosa…- ho detto ostentando allegria. Tenevo il cellulare appiccicato all’orecchio, come a voler cogliere ogni sospiro di Michele.

-Eh… Fai che dirmela, dai…- ha risposto lui, senza tradire la preoccupazione che certamente nutriva. Lo conoscevo bene, sapevo che la mia bella notizia lo avrebbe infastidito.

– Tra un po’ parto per andare in vacanza, vado al mare… La settimana prossima…-

“ora mi uccide, salta fuori dal cellulare e mi strangola”, pensavo, premendo con maggiore insistenza l’altoparlante.

-Eh…- gli sento dire, in lontananza.

– Ti scoccia?-

– Daniela, vai dove vuoi, però in quei giorni non ti voglio sentire!-

Ero più che certa che l’avrebbe presa male, ma ad un’obiezione così priva di senso, non sapevo bene cosa rispondere.

-Ma che c’entra?- provo a chiedere.

-C’entra, c’entra…-

-Cosa?-

-Te ne andrai a zonzo tutte le sere, perché devo deprimermi?-

-Perché non esci anche tu, almeno ogni tanto? Così vedresti che non succede nulla…-

-Perché devo uscire se sto bene a casa?-

-Quindi tu sei felice e contento, ma chiamarmi quando sono felice e contenta anch’io ti deprime… Ho capito bene?-

-Si.-

– Cazzo, che bello…-

-Fai così, chiamami solo quando sei in albergo…-

-Eh…-

-Chi c’è con te?- mi chiede, con il tono di uno che conosce perfettamente la risposta.

– Vado con Melania… Come da cinque anni a questa parte…-

Espiro. Esasperata.

La odia.

-Con Melania? Non dire cazzate, non dovresti neanche guardarla in faccia, quella puttana!-

– Siamo alle solite, che ti importa di quello che fa lei?-

– Cosa mi importa? Vuoi farmi credere che se Melania si porta qualcuno, tu te ne stai lì a reggere il moccolo? Certo, ci credo proprio…-

– Se succede sì,certo… ma non è detto che debba per forza succedere!-

-E’ single ed è troia…-

-Ok, ma non è detto che debba per forza…-

– E’ quasi una certezza…-

-…-

Non so che dire. Ogni volta è la stessa storia… La mia migliore amica è un manifesto al libertinaggio ambulante, che posso farci? Il suo atteggiamento disinvolto non è mai stato contagioso, per me.

Io e Michele terminiamo la conversazione quasi un’ora dopo, io sopporto le sue critiche fino a non farcela più. E’ decisamente un uomo troppo geloso, ma ormai stiamo assieme da qualche anno, e tutto sommato, non stiamo neanche male.

Per qualche assurda ragione, quel che lo fa infuriare di più non è sapermi “a zonzo”; ma piuttosto sapermi in compagnia di Melania.

Prendo l’impegno di non tradirlo mai, cosa che mi tocca fare quasi ogni sera.

Non credo che tradirò mai il mio uomo, non capisco nemmeno come lui possa pensarlo.

Sono una brava ragazza, io.

***

L’impegno è durato due giorni. Non nel senso che ho incontrato un belloccio ed ho mollato tutto per lui, sia chiaro!disegno 10

Il terzo giorno di vacanza, mentre ero a pranzo con Melania, ho telefonato a Michele.

Michele mi ha lasciata.

Mi ha lasciata perché mentre gli telefonavo c’era Melania vicino a me!!! Non ci posso ancora credere! Dopo avermi messo giù, ha spento il cellulare: non era mai successo prima, così ho capito subito che c’era qualcosa di diverso, rispetto alle nostre solite litigate. Però ancora non avevo realizzato, assolutamente…

Non si è fatto sentire fino a sera, poi ho provato a chiamare io e non ha risposto. Nella notte, presa un po’ dal panico, gli ho mandato ben 7sms: non nel senso che ci siamo messi a messaggiare, intendo dire che ho iniziato a scrivere a ruota libera, e quando ho premuto “invia”, il cellulare mi ha gentilmente fatto presente che avevo composto ben sette messaggi.

Sorvolo volentieri sul contenuto, figlio di un attacco di panico notturno.

Infine ho dormito. Melania mi ha svegliata alle dieci del mattino seguente. Non le ho detto niente e siamo andate in spiaggia; credo di non aver azzardato una parola per tutta la mattina, ero completamente spenta. Avevo capito che faceva sul serio, ma ancora non mi capacitavo. Siamo tornate in albergo per pranzo, ho detto a Melania che non mi sentivo bene e sono andata a piangere sotto la doccia.

Ho passato qualche giorno così, inebetita, in attesa di una telefonata che non arrivava.

***

disegno 17Una sera Melania ha deciso di combinarmi come lei, di farmi uscire vestita da zoccola.

Ero così sconvolta da quello che mi era accaduto da non avere la forza di oppormi a nulla di tutto ciò che lei facesse: avevo iniziato a mangiare quel che mangiava lei, a dormire in continuazione come lei… E ho finito per ritrovarmi vestita e truccata come lei.

Il giorno prima mi aveva chiesto di accompagnarla dal parrucchiere, ed avevo finito per tingermi i capelli, come lei, di un imbarazzante biondo platino.

Il pomeriggio successivo si era laccata le unghie di rosso, e aveva deciso di sistemare anche le mie.

Quella sera, dopo essersi truccata, si è offerta di truccare anche me.

Mi ha poi proposto i suoi vestiti: abbiamo la stessa taglia, perchè no?

Infilo uno dei suoi top aderenti, il suo profumo mi travolge; resto incantata, le ho sempre chiesto cosa usi, ma lei non ha mai voluto dirmelo.

Infilo una gonna cortissima, un paio di sandali ricoperti di strass: la guardo, mi guardo.

Due puttane platinate.

– Qualunque cosa indossi la concorrenza, noteranno noi!- afferma.

Solo quella frase, riesce all’improvviso a destarmi dal mio torpore: ma che diavolo intende per “la concorrenza”?

E’ stata quella sera stessa, che abbiamo conosciuto Paolo e Alberto. Eravamo sedute su una panchina, Melania si sporgeva in avanti di tanto in tanto, non capivo bene perchè; ad un certo punto, la mia amica mi sorride e passano loro: carini, ben vestiti, dall’aria quantomeno simpatica…

Melania riesce a far sì che tutto avvenga in maniera estremamente naturale, così, in pochi minuti ci troviamo a passeggiare con loro sul lungo mare.

Mi accorgo che Paolo tende a parlare soprattutto con me.

Mi accorgo che stiamo rallentando.

Mi accorgo che mi sta baciando.

Lo lascio fare per un po’, più per inerzia che per convinzione.

Poi raccolgo il poco di forza che mi è rimasta e lo allontano da me.

– Scusa, sono impegnata…- gli dico.

Sento un groppo salirmi in gola, nel ricordarmi che non devo più niente a Michele.

Mi scuso ancora con Paolo, mi sento una cretina ad andarmene in giro vestita in questo modo per poi uscirmene con “sono impegnata”.

Poco prima ho visto Melania scendere una scalinata che porta alla spiaggia, quindi cerco di raggiungerla: faccia quello che vuole, ma io torno in albergo.

La mia ingenuità ne esce sconvolta: saranno passati al massimo dieci minuti da quando ha conosciuto Alberto, eppure, vedo che se lo bacia con passione, gli si struscia addosso, muove la bocca come se volesse mangiarselo.

Aspetto che finiscano, non voglio disturbarla.

Vedo che si stacca da lui, faccio un passo avanti, ma lei prende la sua preda e la porta dietro il chiosco della spiaggia.

La seguo, devo proprio dirle che me ne torno in albergo, mica posso lasciarla qui senza nemmeno avvertire.

La raggiungo, questa volta non sta baciando Alberto.

Il ragazzo è inginocchiato davanti a lei, ha la testa quasi completamente nascosta dalla sua gonnellina svolazzante.

Io sono alle sue spalle, una parte di me vorrebbe avvertirla: quel ragazzo le tiene la gonna troppo sollevata, chiunque passi da lì può vederle le chiappe, e persino un pezzo di…

L’altra parte di me, non riesce a distogliere lo sguardo da quel “pezzo di”.

E’ la prima volta che ne vedo una, mi fa uno strano effetto.

M’impongo di guardare altrove, i miei occhi scrutano lo sguardo goduto di Melania: tiene la testa riversa all’indietro, i suoi capelli ondeggiano al ritmo delle spinte convulse del suo bacino.

Aggiro la coppia senza farmi vedere, decisa a tornare sul lungomare, ma Alberto le infila una mano sotto la maglietta.

Ho sempre invidiato un po’ le forme di Melania, dunque, non è la prima volta che poso gli occhi sulla sua scollatura… Però i suoi capezzoli non li avevo mai visti: sono grossi, molto più grossi dei miei, completano il suo seno come deliziosi cappucci rossi.

Mi decido ad andarmene solo per la paura di essere vista lì, ad osservare due che scopano con lo stesso stupore di una verginella che scopre il sesso per la prima volta.

Salgo la scaletta, mi ritrovo ancora sul lungomare: Paolo è lì che gioca con il cellulare, io mi ero quasi scordata della sua esistenza:

– Che fanno?- mi chiede con un sorriso malizioso.

Forse arrossisco, forse no: certamente la sua domanda mi mette in imbarazzo.

Paolo riprende a premere i tastini, io riprendo a ignorarlo.

Vorrei che prendesse di nuovo l’iniziativa, ma purtroppo non lo fa.

***

Stessa panchina, stesso orario, stessi ragazzi che ci sorridono; questa volta sorrido anch’io, ma Melania sbuffa e mi prendedisegno 17 da parte per discutere sul da farsi. Lei voleva andare con Alberto, non si era presentato nessun partito migliore, ma credeva che Paolo non mi piacesse. In realtà, io semplicemente non concepivo di mettermi a rimorchiare proprio in quei giorni, mentre speravo solo di riconciliarmi con Michele… Però, quel Paolo, non mi dispiaceva per niente. Non solo perché era carino, ma soprattutto per via di quel che in qualche modo aveva smosso in me la sera prima.

Così, Melania è andata ad appartarsi nuovamente e io sono rimasta seduta su un muretto a parlare con Paolo:

-Senti, ho in programma di rimettermi con un ex e non avevo per niente pensato di rivederti – gli ho detto subito.

– Non sono mica geloso!- mi ha risposto lui.

– Bene, io però non voglio fare nulla finchè…-

Mi blocco; non ci credo nemmeno io.

Restiamo in silenzio; io evito di guardarlo, perché so che questa volta non resisterò. Ma in fondo, perché mai dovrei resistere? sono sola con un bel ragazzo, Michele è sparito… E soprattutto, non avevo modo di negare a me stessa che la sera prima avevo invidiato la mia migliore amica, mentre godeva delle leccate di un perfetto sconosciuto.

Così l’ho baciato.

Per un po’.

Poi mi ha portata sulla spiaggia. Abbiamo trovato Melania ed Alberto che “amoreggiavano” sul frigo dei gelati, abbiamo sorriso e ci siamo spostati un po’ più in la.

Gli ho tolto la maglietta ed ho iniziato a baciare il suo corpo. C’era una luce sulla sua pelle abbronzata…

Quando ho realizzato che il corpo di un uomo, per quanto bello, non può in alcun modo sprigionare luce, mi sono fermata.

La luce non era interna, era esterna: qualcuno ci stava puntando addosso una torcia elettrica! Mi sono spaventata, mi sono alzata, lui aveva gli occhi chiusi e non si era accorto di nulla. Mi sono girata e ho visto una specie di “guardiano notturno della spiaggia” che andava verso Melania e Alberto…

-Paolo, ma non hai visto niente?- chiedo allarmata; non sono mai stata così in imbarazzo in vita mia.

-Eh? Cosa?-

Poi sento Alberto che urla:

-Ma cazzo, vattene, stronzo!! –

Melania, anche lei, teneva gli occhi chiusi e non si era accorta di niente. Alberto però se l’era presa ed aveva optato per portarsela in macchina.

Chiedo a Paolo di fare lo stesso: per me è già tutto abbastanza difficile, anche senza bisogno di pubblico.

Sono a disagio, ma voglio continuare quel che ho iniziato. Mi illudo di concludere la serata in un posto tranquillo e appartato, ma poi mi rendo conto che Paolo e Alberto ci stanno portando sulla stessa macchina.

Non faccio i salti di gioia, all’idea di quella condivisione d’intimità con la mia amica ed il suo compagno momentaneo, però non ho voglia di obbiettare: per loro sembra tutto così naturale, così spontaneo… Voglio provare ad essere come loro, almeno provarci, mi dico.

Saliamo in auto, Paolo guida, Melania ed Alberto si ammucchiano sui sedili posteriori.

Un odore acre invade l’abitacolo, non vorrei ammetterlo, ma non m’infastidisce per nulla.

Di tanto in tanto Paolo lancia qualche occhiata compiaciuta dietro di sè: io sento gemere la mia amica, sento il rumore della sua pelle che si struscia contro il sedile, la immagino avviluppata al bel corpo di Alberto.

Quando l’auto si ferma, Paolo si gira a guardarli senza tanti complimenti: di scatto mi giro anch’io, pronta ad ammonirlo, a sfornare uno dei miei bellissimi “Non si fa”.

Invece resto incantata: Melania non è per nulla avviluppata ad Alberto. Lui sta inginocchiato, lei è sdraiata davanti a lui e stringe il suo bacino tra le gambe, assorbendo le sue spinte alla perfezione.

Questa volta la vedo bene, bella, aperta davanti a me: sono incantata, non posso più distogliere lo sguardo, non c’è modo.

Paolo inizia a toccarmi, introduce un dito dentro di me… Lo sento salire liscio: sono bagnata, sono calda. Non dovrebbe essere una sensazione nuova, ma sento che invece è così.

Lo lascio fare, mi lascio guidare; lui si apre i pantaloni, si abbassa i boxer scuri. Il suo membro è già completamente rigido, ed è così imponente che per un attimo ho paura possa farmi male.

Lascio che abbassi il sedile, che mi faccia sdraiare.

Lo accolgo dentro di me, e tutto diviene fluido piacere.

Smetto di pensare, la mia testa è vuota, sono solo un corpo che trema.

Poi succede; ero sul punto di credere che fosse una leggenda metropolitana, invece succede davvero: un brivido mi percorre, poi godo.

Per la prima volta.

***

disegno 4Mi ci sono voluti giorni, a capire quale fosse sempre stato il mio problema con il sesso. Ma questo è niente, se penso che mi ci sono voluti anni a capire che la mia relazione con Michele era qualcosa di fondamentalmente sbagliato.

Lei lo aveva capito, lo aveva immaginato fin da quando aveva iniziato a raccontarmi le sue esperienze travolgenti, senza che mai io le raccontassi le mie.

– Il tuo Michele deve avere la fantasia di un vibratore scarico, se non hai mai nulla da raccontarmi!- mi scherniva ogni tanto. Il problema in realtà non era Michele in sé, ma per quanto non osasse dirmelo, ora ne sono certa: Melania lo sapeva.

Sapeva che io ero lesbica, lo sapeva da molto prima che io me ne capacitassi.

Lei era bisessuale, aveva frequentato molte donne, non le era sfuggito il modo in cui la guardavo.

Durante quella vacanza al mare, ho rivisto Paolo più volte, ma mai più, sono stata bene con lui come quelle prime due sere.

Non era Paolo, era Melania, a farmi scattare.

Credo che quella sera avesse programmato tutto.

Dovevamo uscire per l’ennesima volta con gli stessi due ragazzi, cosa che mi suonava strana, dato che lei amava cambiare spesso.

Siamo arrivate al parcheggio in cui avremmo dovuto incontrarci, ma c’era solo Alberto.

Ricordo di aver pensato “beh, poco male”, dato che ormai Paolo non mi diceva più niente.

Stavo per farmi da parte e tornare in albergo, ma mi hanno proposto di fare un giretto in macchina con loro.

Beata ingenuità, ci ho creduto.

Ovviamente il giretto si è tradotto in qualcosa di diverso… Abbiamo raggiunto un posto isolato, Melania si è spogliata completamente.

Lui ha iniziato a toccarla, indugiando a lungo sui suoi seni, che carezzava con tocchi delicati.

Io ero allibita, ma intenta a non darlo a vedere, perché come al solito, una parte di me non chiedeva altro che di stare a guardare.

Senza chiedere nulla, Alberto mi ha sfilato la camicetta, mi ha sganciato il reggiseno: mi ha fatta sistemare accanto alla mia amica e ha iniziato a toccare entrambe.

Il contatto della pelle morbida di Melania era qualcosa d’inebriante.

Il suo seno contro il mio seno, qualcosa di perfetto.

E’ stato allora che me ne sono accorta, ma non avrei avuto il coraggio di andare oltre, se Alberto non mi avesse spronata:

– Spero di non offendervi, ma… Vorrei proprio vedervi toccare tra voi –

Io non ero più in me per l’eccitazione, superando ogni barriera, non me lo sono fatta ripetere: ho sprofondato le mani sul seno di Melania, che non ha esitato a ricambiare.

Ho iniziato a succhiare uno dei suoi grossi capezzoli, fino a sentirlo indurire tra le mie labbra.

Priva ormai di ogni contegno, ho puntato i miei occhi dritti davanti all’oggetto del mio desiderio, e per mia immensa fortuna, lei ha risposto allargando le gambe: in quel momento tutto è sparito, tanto che non saprei dire se Alberto fosse rimasto a guardare, se avesse iniziato a masturbarsi, o se fosse semplicemente uscito a prendersi un caffè.

Esistevamo solo io e lei, io e la figa di Melania.

Ho iniziato a leccarla, a succhiarne ogni parte senza ritegno; le mie mani sono scivolate in basso, ho iniziato a toccarmi oscenamente, senza poter smettere.

Ho goduto con il naso tra il suo pelo liscio.

Qualche settimana dopo, Michele mi ha cercata, ma io non mi sono fatta trovare.

Il tocco degli Spiriti Antichi (Trilogia “oltre i confini” – vol 1)

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22 Fiori gialli

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