10/10/2008
M’è presa la tristezza, ho bevuto e son stata male.
Ogni volta che bevo senza aver mangiato sto male; il fatto è che non mi ricordo proprio di mangiare, o almeno, non ricordo di non aver mangiato.
Avevo litigato con Tiziano… C’è qualcosa che non va. Comincio a sentirmi insofferente. Una cavolata, una cosa che fino a qualche tempo fra avrei ingorato.
Non ha voluto uscire.
Sono uscita col cane e s’è lamentato che era tardi, era buio, era tardi, era buio…
Poi speravo… Non lo so, di stare un po’ con lui, di fare “pace”, di fare qualcosa di piacevole. Invece ha continuato a guardare la TV e si è soffermato su un programma che sapeva d’idiota.
- Guarda, alla prima cazzata che sparano me la prendo con te, che contribuisci a farli prosperare…-
L’avevo avvertito. Pochi minuti, e la cazzata è stata detta. Mi sono incazzata, poi la cosa è degenerata. Mi sono accorta di non provare emozioni e la cosa mi ha infastidita al punto da convincermi ad ubriacarmi: giuro che se avessi avuto chiaro il concetto “non ho fatto cena” non l’avrei fatto…
Comunque, sono andata a prendere lo zio Jack e mi sono riempita il primo bicchiere; un bicchiere per l’acqua, per intenderci. Al terzo ho iniziato a piangere, ho cercato di malmenare Tiziano (ovviamente non ce l’ho fatta) poi ho cercato di chiudere la TV nell’armadio.
A pensarci ora mi viene quasi da ridere. Però il problema resta: non mi sento felice, sempre più spesso, mi sento sola come mai… Ho sempre avuto qualche amico vicino, nelle situazioni di noia-stress-ansia-tristezza-depressione… Ora, mi sembra non ci sia nessuno…
Ho provato a parlarne con Tiziano, ha detto che è normale allontanarsi dagli amici quando si convive (o simili). Sarà anche normale, ma è triste. A volte vado a trovare Giorgia, ma mi sembra sempre di avere così poco tempo… Sporadicamente vedo anche Pachita, ma sempre meno… Credo sia questo, che mi fa scaricare i miei problemi su Tiziano, solo che ultimamente mi sembra che non ne possa più di dovermi supportare: se all’inizio era anche un ottimo amico, ora sembra che questo stia venendo a mancare…
02/09/2008
Fa ancora così caldo… Mai avuto così caldo come quest’estate. E’ sera, il ventilatore cigola, abbiamo l’unica finestra del monolocale aperta. C’è silenzio, Tiziano legge ed io scrivo. Abbiamo appena finito di far l’amore. Un pompino passivo, per la precisione. Mi ha colpito la fluidità dall’atto: ero ferma, sul letto, lui davanti a me. Il materasso si muoveva dolcemente sotto il peso delle mie ginocchia, il mio corpo era solo l’esterno della mia bocca. Solo Tiziano si muoveva e dava il ritmo alla stanza; non che non abbia mai fatto niente del genere, ma mai prima d’ora ero rimasta colpita un simile atto. Un moto armonico semplice, una melodia celtica, una simbiosi inscindibile. Ancora ho in testa l’immagine di noi, come se avessi visto tutto. E’ bello vedere che dopo quasi due anni di convivenza ho ancora cose da scoprire, con lui… Ora vado, devo trovare il modo di concentrarmi e studiare un po’.
31/08/2008
“ Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane” – Charles Bukowski
Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l’orologio s’è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l’affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Non me la sento di lavorare, dissi.
Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l’amore, dissi io.
Mi sento che l’amore l’abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d’un bagno, dissi io.
Anch’io mi sento che hai bisogno d’un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch’io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.”


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